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Dalla scuola al podio: il viaggio dolce di Daniel e Beatrice
Passione, impegno e creatività hanno portato Daniel Muca e Beatrice Aleida Zaccaria, studenti dell’Istituto Alberghiero “Orio Vergani” di Ferrara, a conquistare il primo posto in un importante concorso di pasticceria
Con la loro creazione “Briù”, ispirata ai colori e ai sapori della Sicilia, hanno trasformato mesi di lavoro e sacrifici in un successo che guarda già al futuro. In questa intervista raccontano il loro percorso, le emozioni della vittoria e i sogni che li attendono dopo il diploma.
Una vostra breve presentazione e da quale istituto alberghiero provenite e perché avete scelto questo indirizzo di studi?
«Salve, sono Muca Daniel, ho 18 anni e vengo da Ca de Fabbri, un piccolo paese in provincia di Bologna. Ho vissuto gli ultimi quattro anni della mia vita facendo il pendolare, viaggiando da Bologna a Ferrara quasi ogni giorno, ma, arrivato a questo punto, credo che ogni mio sforzo sia stato ripagato. Ho scelto l’Istituto Alberghiero “Vergani Navarra” di Ferrara, perché molti fratelli maggiori dei miei amici lo avevano frequentato, parlandomene sempre molto bene. Posso confermare con fermezza che avevano ragione. Ritengo che la professione del cuoco, e in generale l’enogastronomia, sia un settore magnifico, sebbene richieda molti sacrifici. La prima cosa che mio padre mi disse, quando gli rivelai la mia scelta, fu che, se avessi voluto fare questo lavoro, avrei dovuto mettere in conto che, mentre gli altri si divertivano, io avrei dovuto lavorare: frase che ha forgiato la mentalità che ho oggi. Durante il mio percorso non ero sicuro di quale sarebbe stata la meta, ma di una cosa ero certo: volevo lavorare in questo settore».
«Mi chiamo Beatrice Aleida Zaccaria, frequento il quarto anno dell’istituto alberghiero Orio Vergani di Ferrara, indirizzo cucina-pasticceria. Ho 17 anni, tra poco 18 e mi piace dire che “vivo per far sorridere le persone”. Proprio per questo ho scelto -forse combattuto-, di seguire come indirizzo di studi pasticceria».
Quando è nata la vostra passione per la pasticceria/cucina? Chi vi ha ispirato maggiormente nel vostro percorso formativo?
Daniel: «L’amore per la pasticceria è nato durante la classe terza, prima di allora non sapevo cosa mi sarebbe aspettato, ma è stato un evento che ha segnato la mia crescita. Una delle figure che mi hanno fatto appassionare e che mi hanno trasmesso molto è la professoressa Sisti Irene. Non è stata soltanto un’insegnante, ma una bussola per il mio percorso. Grazie a lei ho appreso molto e sono riuscito a capire cosa avrei voluto fare della mia vita. Un’altra persona che vorrei ringraziare è Pieri Federico, pasticcere della “Pasticceria Linda” di Minerbio. Anche lui è stato una figura importantissima durante la mia formazione ed è stata la mia prima guida all’interno del mondo del lavoro».
Beatrice: «Fin da piccola mi è stato trasmesso l’amore per questo settore, per poi prendere il sopravvento durante il periodo della pandemia del Covid-19. È iniziato tutto come un gioco, per poi trasformarsi in una delle cose sulla quale la mia vita è incentrata. Un grande ringraziamento, per aver creduto e sostenuto nel mio percorso formativo, lo devo a mio papà; colui che mi ha insegnato la dedizione al lavoro e la costanza nel portare a termine gli obbiettivi. Un altro tassello fondamentale per la mia crescita professionale e personale, è stato il Maestro Danilo Freguja grazie al quale ho anche capito chi sogno di diventare in futuro. La forza e gli insegnamenti che mi hanno trasmesso sono stati quelli che ho portato nella mia anima nella meravigliosa isola della Sicilia».
Qual è la specialità che amate preparare di più?
Daniel: «Tra le preparazioni che amo di più, la mia specialità è la Tenerina. La cosa che mi piace di più quando la preparo, è il sorriso delle persone che la mangiano: anche se è un dolce semplice, riesce sempre a trasmettere emozioni uniche».
Beatrice: «Un dolce che mi piace molto preparare e condividere nei miei momenti più gioiosi è sicuramente la torta di mele: semplice, con un tocco tradizionale, ma alla quale non si può mai dire di no».
Quale creazione avete presentato al concorso e qual era l`idea che l`ha ispirata?
Daniel: «Al concorso, io e la mia compagna abbiamo portato “Briu”, che racchiude le emozioni che ci hanno trasmesso la Sicilia e la preparazione per il concorso: la speranza, la determinazione, i sacrifici, il legame che si è creato. Come prima preparazione abbiamo portato un cioccolatino a forma di fiamma, che ricorda il magma dall’Etna. Per il ripieno abbiamo emulato il classico cannolo siciliano, usando una ganache alla ricotta e un pralinato al pistacchio di Bronte DOP, completato da un cubetto di canditi d’arancia. Successivamente, abbiamo eseguito la pralina “Zagara”, nome scelto sia perché indica il fiore degli agrumi, sia per richiamare il cuore della nostra pralina, formato da una pasta di limone addizionata a quella di arancia. Partendo dallo strato più in basso, troviamo un crustillant al cioccolato bianco, marzapane, su cui abbiamo steso un velo di pasta di agrumi, completando con una ganache al cioccolato fondente. Infine, abbiamo realizzato il mignon, composto da una namelaka al limone Verdello di Sicilia, con all’interno un bignè ripieno di gel di mango e passion fruit, il tutto appoggiato su un disco di pasta frolla alle mandorle e Verdello».
Beatrice: «La composizione che abbiamo deciso di realizzare io e il mio compagno di squadra, “Briù” , è l’insieme di tutte le emozioni che inizialmente la Sicilia ci ha dato: la felicità, data dal giallo del sole, la speranza data dal verde dei cactus, la tenacia e l’impegno data dal rosso del magma del vulcano dell’Etna. Queste emozioni le abbiamo volute rispecchiare nel nostro progetto: Briù. Composto da: un cioccolatino con una camicia fondente all’interno del quale troviamo un pralinato di Pistacchio di Bronte DOP, una ganache di ricotta di pecora e un cubetto di arancia candita, una
mignon composta da una namelaka al Verdello di Sicilia, con all’interno un bignè ripieno di gel di mango e passion fruit, il tutto appoggiato su un disco di pasta frolla alle mandorle e Verdello di Sicilia; infine la pralina: un cremino al Pistacchio di Bronte DOP, una ganache al cioccolato fondente, un marzapane ricoperto da un velo di pasta di arancio e un croccante al cioccolato bianco».
Qual è stata la vostra emozione quando avete saputo di aver vinto?
Daniel: «Certamente gli sforzi e l’impegno sono stati tanti, ma, quando abbiamo sentito pronunciare il nostro nome al primo posto, è stato come se tutto il resto si fosse spento: in quel momento, ogni sacrificio è stato ripagato. Ritengo che questa esperienza sia stata davvero significativa e che mi abbia segnato profondamente».
Beatrice: «Gli sforzi sono stati tanti: l’impegno, la collaborazione, la fiducia, la concentrazione, ma come tutti i Maestri dicono:”Un giorno, tutto verrà ripagato” e questo è stato il nostro caso. Vincere è stata un’emozione indescrivibile, non esistono parole giuste. Il cuore batteva, ho visto sfuocato e poi come conclusione ho pianto -un pianto che è durato fino al giorno dopo-. In quel momento ero fiera di me stessa, di Daniel, il mio compagno di squadra che mi ha sopportato e supportato duramente, perché si magari agli occhi di campioni mondiali può essere un concorso “semplice”, ma per noi non è solo un traguardo, è una medaglia che porteremo nel cuore e di cui saremo fieri. Per questo ringraziamo il Dirigente Scolastico Massimiliano Urbinati e la nostra Allenatrice nonché Docente di pasticceria Irene Siti per l’opportunità data».
I progetti dopo il diploma. Qual è il vostro sogno professionale?
Daniel: «Il mio obiettivo dopo il diploma, in questo momento, è crescere professionalmente, girare il mondo per affinare le mie capacità e conoscere alimenti presenti in ogni luogo, fino ad arrivare, un giorno, a conquistare un titolo mondiale».
Beatrice: «Il miei progetti dopo aver ottenuto il diploma sono chiari: studiare e apprendere il più possibile in una scuola di alta specializzazione e successivamente lavorare viaggiando il mondo per conoscere e acquisire nuove tecniche di lavoro, materie prime, culture culinarie e storie professionali. Il mio futuro lo vedo da anni in questo settore, ma il sogno più grande che ho rimarrà sempre uno: diventare anche io, un giorno, una campionessa mondiale».

Articolo tratto da Pastry Magazine n 37
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