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Ellington Club: il teatro che trasforma la cena in spettacolo

Nel cuore del Pigneto, un angolo di Roma diventa il piccolo Harlem dei sogni vintage

 

news.jpgEllington Club nasce come un viaggio nel tempo tra eleganza d’altri tempi e contemporaneità urbana. Aperto nell’ottobre del 2019, il club si ispira ai supper club americani e ai bistrot parigini, dove lo spettacolo non è un evento a parte, ma il cuore della serata dove il pubblico prende posto a tavoli e sedie, come in un club, vivendo l’esperienza in modo intimo e ravvicinato. Un locale che nel tempo ha ospitato registi del calibro di Wes Anderson e Roman Coppola e dall’attore Bill Murray, attratti dal fascino dell’Ellington Club.
Situato in Via Anassimandro 15, tra i quartieri Pigneto e Tor Pignattara, conta uno spazio di 250 mq complessivi che ospita una sala da 140 persone e un palco di 35 mq, progettato per valorizzare musica dal vivo, performance e luci teatrali. Due postazioni mixology e un bar internazionale completano l’ambiente, pensato per accogliere lo spettatore con la cura e il comfort di un teatro, ma con la convivialità di un locale. Il tutto è incastonato in una traversa di Via Casilina, in un quartiere popolare e creativo, dove Ellington Club sorprende proprio per la sua estetica raffinata e inattesa.
Il nome è un omaggio a Duke Ellington, leggendario compositore e direttore d’orchestra, anima del Cotton Club di Harlem negli anni ‘20. Una scelta che richiama un’idea di classe non ostentata e curiosa, capace di attrarre un pubblico trasversale, lontano dai salotti dell’alta borghesia ma attento allo stile, alla musica e alla qualità dell’esperienza.  

 

news-3.jpgGli spettacoli
Ellington Club è prima di tutto un luogo di spettacolo dal vivo. La programmazione varia ed è in continua evoluzione, spazia dal burlesque al cabaret, dalla musica live ai format ispirati all’immaginario televisivo e musicale italiano degli anni ‘60, con omaggi a icone come Mina, Ornella Vanoni e Raffaella Carrà. 
Luci, costumi, paillettes e atmosfere retrò costruiscono un intrattenimento brillante, sensuale e mai volgare, capace di coinvolgere lo spettatore non solo come osservatore, ma come parte integrante della scena.
Il dress code elegante non è obbligatorio, ma suggerito: un invito gentile a entrare nel gioco, a vestirsi e porsi in sintonia con l’atmosfera del luogo. A spettacolo concluso, la rigidità teatrale si scioglie e la musica prosegue con il pubblico che balla e socializza. Ellington Club diventa così uno spazio di incontro, complicità e condivisione, lontano da telefoni e distrazioni, dove l’esperienza è vissuta a pieno.     

news-2.jpgI piatti e le proposte beverage
All’Ellington Club la cena è parte integrante dello spettacolo. La formula prevede cena e biglietto a 35 euro (bevande escluse), con un menu di tre portate, primo o secondo, contorno e dolce, pensato per accompagnare la serata senza interromperne il ritmo. 
La cucina, diretta dagli chef Samuele e Marco Pellegrini, si ispira alla tradizione italiana, reinterpretata in chiave internazionale con proposte eclettiche, accessibili e curate. 
Un esempio della loro idea di cucina si riscontra, tra gli antipasti il “Roman Holiday”, un carciofo alla romana, fonduta di pecorino e chips di patate viola e i “Ravioli Swing Burrata” (Ravioli fatti a mano ripieni di Burrata di Andria IGP su salsa ai tre pomodori italiani). Tra i secondi le “Bombette Soul” (Involtini di capocollo nero di Nebrodi, Caciocavallo e pancetta artigianale) rappresentano a pieno l’anima del locale.
Il beverage completa l’esperienza con una selezione di vini che spazia tra etichette naturali e tradizionali, affiancata da una cocktail list che unisce grandi classici internazionali a drink originali ispirati agli spettacoli. Bere e mangiare, all’Ellington Club, non è un semplice accompagnamento, ma un atto scenico che dialoga con la musica, le luci e il palco. Tra i più amati il “Casella’s Classic”, un cocktail a base di Vodka Ketel One al caffè, Cointreau, sciroppo di zucchero, velluto di cacao e arancia e l’”Ellington Martini”, a base di Tequila Espolon, Vermouth dry, liquore alla ciliegia.     

Alessandro Casella e Vera Dragone: i volti dell’Ellington Club
Ellington Club nasce dal percorso artistico e personale di Alessandro Casella e Vera Dragone. Alessandro, creatore del burlesque show italiano, dj e collezionista di vinili, ha lavorato in luoghi simbolo dello spettacolo romano come Micca Club e Salone Margherita. Vera, attrice e cantante tra teatro e televisione, lo incontra nel 2012 al Micca Club: da allora collaborano in numerosi spettacoli e produzioni.
Ellington Club è la sintesi delle loro esperienze: uno spazio che unisce musica dal vivo, performance e accoglienza, riflettendo anche la passione musicale di Alessandro. Nel suo percorso ha collaborato con Roman Coppola e partecipato a un corto diretto da Wes Anderson a Cinecittà. Il giorno dopo l’apertura del club, anche Bill Murray e Wes Anderson lo hanno scelto, attratti dalla sua atmosfera.     

news-4.jpgDopo aver scoperto la storia, l’atmosfera e l’attenzione ai dettagli che rendono unico l’Ellington Club, abbiamo chiesto ad Alessandro e Vera di raccontarci qualcosa in più sul futuro e sulle curiosità del loro progetto.
L’Ellington Club ha un fascino unico, dove cena e spettacolo convivono in un’unica esperienza immersiva. Guardando al futuro, quali elementi ritenete fondamentali per continuare a distinguervi nel panorama dell’intrattenimento e dell’ospitalità di qualità?
«L’elemento fondamentale, direi, è la cura dei dettagli in tutte le attività che facciamo per accogliere al meglio il nostro cliente. Ad esempio, a partire dalla pulizia quotidiana di tutto il locale, fino al rendere lo spettacolo sempre più spettacolare, scegliendo in maniera accurata tutti gli artisti che si esibiscono sul palco e anche le collaborazioni che abbiamo e che avremo in futuro. Continuiamo a fare un lavoro quotidiano di ricerca e di proposta: ricerca di format, band, artisti solisti e format che possano essere integrati nella programmazione.
Per quanto riguarda la cucina, c’è un dialogo costante con lo chef, adattando anche menù specifici in base alla programmazione che proponiamo».

Avete mai pensato di inserire la pizza nel vostro menu, magari reinterpretata in chiave creativa per restare in sintonia con l’anima elegante e originale del club?
«Per quanto riguarda la pizza, non sono dell’idea di inserirla per un semplice fatto: fare la pizza è un’arte, ed è un’arte molto distante da quella che io vorrei proporre a tavola. Per farla bene ci vuole uno chef specifico; il nostro chef, molto bravo a fare tantissime cose, potrebbe fare anche la pizza, ma non farebbe la differenza rispetto a tanti altri pizzaioli. Quindi preferiamo non inserirla per il momento. 
L’Ellington Club non è soltanto un locale, ma una piccola parentesi nel tempo. Qui la serata non si limita a scorrere: si trasforma in racconto. Tra swing, paillettes, buon cibo e calici che tintinnano, l’Ellington Club riesce a regalare qualcosa di speciale nella notte romana: il piacere di vivere lo spettacolo da vicino, sentendosi, per qualche ora, parte della scena». 

 

Ellington Club | Via Anassimandro, 15, 00176 Roma RM | www.ellingtonclubroma.com

 

 

Articolo tratto da Pizza&core Collection 127

 

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05/05/2026

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