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False recensioni: la legge sulle PMI entra in vigore

 



Entrata in vigore, il 7 aprile, la Legge annuale sulle PMI (Legge n. 34/2026), che introduce per la prima volta una specifica disciplina contro le false recensioni. Si completa così un lungo iter legislativo, durante il quale la Federazione si è distinta nel promuovere norme volte a garantire trasparenza, tutela dei consumatori e concorrenza leale nel mercato digitale.

La rapida espansione del “mercato” delle recensioni online ha reso necessaria una riflessione, a livello europeo e nazionale, sull’introduzione di una disciplina specifica, con l’obiettivo di rendere l’ecosistema digitale più credibile e responsabile. Il fenomeno ha infatti un impatto significativo sul settore: nella ristorazione le recensioni influenzano circa il 70% delle scelte dei consumatori (Centro studi MIMIT – ottobre 2024), mentre – come evidenziato sia dalla Commissione Europea che dall’Associazione Europea dei Consumatori (BEUC) – il numero di recensioni false continua a crescere, anche a causa di controlli ancora insufficienti da parte delle piattaforme e dei motori di ricerca.

NEWS.jpgL’attualità del tema si evince anche dall’ingente irrogata recentemente dall’AGCM alla piattaforma Trustpilot, che ha anche riguardato la qualificazione come “verificate” di recensioni raccolte tramite sistemi automatizzati di invito, privi di controlli idonei sull’effettiva esperienza d’uso del prodotto o servizio (news FIPE).

La legge sulle PMI, dunque, seppur nella sua natura di compromesso tra diverse istanze, rappresenta un primo passo per recensioni più affidabili e genuine. Essa, infatti, fornisce anzitutto, criteri chiari per identificare una recensione come lecita – il termine massimo di 30 giorni per la pubblicazione,  il collegamento indispensabile tra la recensione e l’effettiva fruizione del servizio, il necessario riferimento a prodotti/servizi effettivamente utilizzati e, in aggiunta, l’assenza di qualsivoglia promessa di sconti, benefici o altre utilità che potrebbero compromettere l’imparzialità della recensione – tutti elementi che consentono di dare risposta a fattispecie che prima non erano individuate dal legislatore.

Ad esempio, la scelta di collocare un limite temporale per la pubblicazione delle recensioni, risponde all’esigenza di garantire maggiore attendibilità e verificabilità delle recensioni, che tendono ad attenuarsi con il trascorrere del tempo, senza però voler comprimere la libertà di espressione dei consumator e consentire all’esercente di potersi attivare tempestivamente rispetto al caso segnalato. Lo scorrere del tempo – precisamente il periodo di due anni dalla pubblicazione della recensione – è, inoltre, condizione rilevante per determinare l’illiceità della recensione, in ragione proprio della progressiva perdita di attualità e affidabilità della recensione per il consumatore.

L’introduzione poi del criterio per il quale la recensione sia da considerarsi illecita ove non proveniente da una persona fisica che non abbia realmente utilizzato il servizio, può sembrare quasi banale eppure intende combattere le lacune esistenti nei criteri di verifica da parte delle piattaforme e dei motori di ricerca online, fornendo indicazioni vincolanti su come valutare l’attendibilità della recensione e, conseguentemente, applicare la qualifica di “verificata”.

Per rafforzare la riconducibilità della recensione all’esperienza del recensore, il legislatore ha altresì introdotto un criterio oggettivo per valorizzare le recensioni connesse ad un’effettiva prova di acquisto, riconoscendo una presunzione di autenticità alla recensione in presenza di provata documentazione fiscale, senza che, in ogni caso, venga introdotta qualsivoglia forma di automatismo o obbligo di esibizione.

La struttura dell’intervento legislativo tende a operare nel pieno rispetto del quadro normativo europeo: da un lato, infatti, quest’ultimo riconosce la possibilità per lo stato membro di definire il concetto di “contenuto illegale”, come ribadito anche nella recente risposta della Vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen ad un’interrogazione parlamentare (news FIPE); dall’altro, la legge in oggetto non impone ulteriori obblighi alle piattaforme ed ai motori di ricerca online, che hanno unicamente il dovere di attivarsi nel caso di segnalazione, secondo le procedure di notice and action stabilite dal DSA (Regolamento UE 2065/2022), per rimuovere la recensione illecita.

In conclusione, si auspica che l’attuazione della legge consenta di ridurre progressivamente il fenomeno delle false recensioni, affiancata da un impegno concreto di piattaforme e motori di ricerca nel garantire sistemi efficaci di segnalazione e una rapida rimozione dei contenuti illeciti. La normativa rappresenta senza dubbio un passo importante, ma da sola non è sufficiente: è indispensabile che gli esercenti segnalino i contenuti illegali e un monitoraggio costante anche sull’operato dei prestatori di servizi online. Solo in questo modo le piccole e medie imprese della ristorazione, soprattutto in contesti ad alta vocazione turistica come l’Italia, potranno tutelare la propria reputazione digitale, sostenere la propria competitività economica e rafforzare la fiducia dei consumatori, contribuendo a un ecosistema digitale più trasparente ed equo.

 

Fonte Fipe: www.fipe.it


22/04/2026

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