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Le birre di Natale

news-2.jpgIl Natale, sebbene secondo alla Pasqua è la festa religiosa di gran lunga più attesa e celebrata da tutti, soprattutto dai bambini il cui regalo più grande è quello di avere qualcosa in cui credere e da attendere con ansia.
È qui che anche noi grandi diventiamo un po’ bambini, aspettando il nostro regalo più bello sotto I’albero: le birre di Natale.

Il sangue di Cristo
Può parer da subito difficile pensare alla birra legata alla nascita di Gesù, in effetti siamo abituati a veder utilizzare il vino nelle celebrazioni religiose come rappresentazione del Sangue di Cristo.
Non è così strano invece, infatti già nel 1099, un compagno d’armi del più famoso Goffredo di Buglione, nativo di Schaerbeek, celebrava la messa con la purpurea kriek, un lambic “tinto” di rosso dal colore delle amarene del suo campo.

Spezie, alcol e un po’ di magia
Le birre di Natale non sono una vera e propria tipologia quanto un metodo di produzione, diverso tra i vari Paesi, ma con caratteristiche comuni: un grado alcolico superiore alla media, I’utilizzo di spezie e ovviamente un po’ di magia del Natale.

Il Belgio
Qui si chiamano Bière de Noel o Kerstbier rispettivamente in Vallone o Fiammingo. Sono le birre del Natale per antonomasia, ambrate e scure, fortemente speziate e gloriosamente alcoliche. Al naso sentori di frutta cotta, composte, gelatine e sotto spirito con note floreali di viola e rosa e lo speziato scuro della liquirizia oltre che ai sapori tipicamente natalizi della cannella, chiodo di garofano, cardamomo e anice stellato.


L’Inghilterra
Le Christmas Ale inglesi sono indubbiamente le birre più profumate e speziate che troverete sotto I’albero.
Qui i profumi del Natale si sentono nell’aria già dal “tsssss!” che fa la bottiglia quando viene stappata, un pudding di spezie e dolcezze, vaniglia, caramello, mandorla, frutta candita e rum.
Attenzione però a non usare qui il termine “Christmas Beer”, la birra in Inghilterra si chiama Ale, con “beer” si intendono solitamente le birre di bassa fermentazione.

La Germania
Chi ha dimestichezza col tedesco riuscirà sicuramente a pronunciare correttamente “Weihnachtsbier” letteralmente birra di Natale. Qui, differentemente dagli altri Paesi I’uso delle spezie è limitato dall’editto di purezza della birra del 1516 che vieta I’utilizzo di qualsiasi altro ingrediente al di là di acqua, malto e luppolo. Si producono birre più forti e dal colore più scuro, con sentori di miele, tostato, caramello e frutta secca, molto simili a bock e doppelbock, che bagnano del nettare di Gambrinus le tavole imbandite a festa.

 

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La new generation   
Sul treno che porta al Polo Nord è impossibile non salire, oggi praticamente tutti i birrifici producono almeno una birra per le festività.
Se è vero che le birre di Natale tradizionali sono prodotti più classici è altresì vero che un innumerevole quantità di stili moderni vestono le loro etichette di agrifoglio e palline colorate ma anche di grinch, elfi e folletti o di “Bad Santa”, perché il Natale della birra è anche divertente, talvolta irriverente e dissacrante.
Qui lpa e Pale Ale diventano Festive lpa o Celebration Ale, anch’esse speziate e più o meno forti ma sempre “hop addicted” come vuole oggi il mondo craft.

Non si butta via niente
Le birre hanno origini spesso contadine e in una cultura dove nulla va sprecato gli ingredienti utilizzati per produrle erano spesso usati per impiegare le rimanenze. Ecco che, come il frumento nelle Saison, per le birre di Natale si utilizzava un mix di spezie che variavano di anno in anno in base a ciò che rimaneva o andava finito in magazzino.
Le birre di Natale sono sempre state più o meno differenti tanto da generare scommesse su quale spezia sarebbe stata più evidente rispetto alle versioni precedenti.
Un’esigenza trasformata in caratteristica tanto che oggi per alcune birre è ancora così, valore aggiunto che diventa un “vintage” sull’etichetta.

Il panettone sa di malto e luppolo
Negli ultimi anni un trend in rapida ascesa è il panettone alla birra in cui la pasticceria incontra i profumi del malto e delle spezie, dove la mano degli artigiani pasticceri stringe quella dei mastri birrai.
La birra è ingrediente negli impasti e diventa farcitura, bagna, glassa, profumo e sapore di un dolce unico al mondo.

 

Curiosità
Vista la popolarità di birre d’Abbazia e Trappiste ci aspetteremmo che i birrifici religiosi siano i primi a produrre una birra di Natale mentre questo generalmente non avviene. I monaci si concentrano esclusivamente sugli aspetti religiosi del Natale e non di quelli di origine pagana come il mito di Babbo Natale.

 

A cura di Stefano Baladda

 

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Articolo tratto da Pizza&core Colletion n 114
per sfogliarlo clicca qui


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05/01/2023

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