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Delivery sostenibile: vademecum per i ristoranti

A cosa serve il packaging nel food delivery? Banalmente a confezionare e trasportare quanto, preparato nella cucina del ristorante, verrà news.jpgconsumato in un luogo diverso. È una forma di servizio a tutti gli effetti e se da una parte toglie qualcosa all’esperienza edonistica, dall’altra va incontro a esigenze di consumo alternative che meritano di essere valutate con attenzione. Da una parte c’è l’attenzione del cliente che scegliendo in base alle sue preferenze cercherà di ordinare quello che serve per sentirsi appagato, ma non troppo per non correre il rischio di sprecare cibo.

Dall’altra parte ci deve essere la cura del ristorante di fare i conti con i limiti del trasporto che, spesso, pongono le pietanze al rischio di non essere consegnate alla temperatura corretta; qui nasce il suggerimento di pensare le proposte per il delivery con ricette e piatti che tengano conto degli ultimi metri, o chilometri che dir si voglia, da compiere prima di essere consumati. In ottica di sostenibilità dell’intera filiera facciamo in modo che le tanto pensate scelte di quello che si offre non vada in fumo con contenitori non riciclabili o compostabili. Fa parte del servizio, anche se non come siamo abituati a pensarlo in sala, ma entra in gioco nel servizio che noi tutti facciamo all’ambiente!

 

Il vademecum

  1. Prediligere contenitori in carta riciclata da fonti certificate e contenitori che riportino le indicazioni sul corretto smaltimento. Non apporre adesivi in plastica per chiedere le confezione, scegliere quelle che abbiano un sistema di incastro adatto alla chiusura e a una facile apertura per il consumo. 
  2. Preferire contenitori in carta omateriali di origine non fossile; nel caso di contenitori con coperchio preferire tappi in carta riciclata o in materiali plastici da fonti naturali. Accompagnare alla consegna solo il numero di posate indicate al momento dell’ordine; ideale sarebbe chiedere se ce ne sia bisogno.
  3. Quando si è certi di una scelta, non abusarne con il rischio di andare incontro all’over packaging. Non serve esagerare, ma essere misurati ed efficienti. È sempre opportuno separare i piatti caldi da quelli freddi. 
  4. Analogamente per salse e condimenti, inviarli solo se richiesti e nella quantità adatta. 
  5. Utilizzare, nel caso in cui solo carta non fosse possibile, materiali di origine non fossile e confezioni le cui parte siano facilmente separabili
  6. Un’accortezza può essere impiegare confezioni riutilizzabili, come i barattoli in vetro di varia foggia e chiusura. 
  7. Ragionare la scelta dei contenitori in modo che le pietanze non risultino scarse nella posizione, ma adatte al volume della confezione. 
  8. Ricordatevi che se è necessario scaldare quello che arriva a destinazione piccole e semplici istruzioni sono ben accolte.
  9. Apporre un sigillo sulle confezioni a garanzia di impossibilità di manomissione durante il trasporto. È sempre preferibile una fascetta in carta facilmente separabile. 
  10. Ricordarsi che le superfici dei packaging, primari e secondari, parlano e raccontano di voi quasi come lo fareste durante il servizio al tavolo. Sulle confezioni è auspicabile trovare messaggi che raccontino di voi e della vostra attività, che descrivano il vostro impegno in tema ambientale e sociale.

Fonte: www.repubblica.it

 

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22/11/2021

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