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Coronavirus: la filiera solidale dei grandi gruppi del beverage

Da Cantine Riunite a Gruppo Montecristo, le donazioni dei grandi gruppi del beverage ai loro territori di appartenenza.

Dal campo alla tavola, dalla stalla al carrello: in sicurezza per chi lavora e per chi consuma. Non si fermano le filiere del made in Italy, pur cambiano abitudini e ritmi. E nonostante il momento difficile, non si ferma nemmeno la generosità dell’agroalimentare italiano.

Sono diversi in questi giorni i casi di grandi aziende, consorzi, gruppi, che hanno fatto importanti donazioni a favore degli ospedali e della sanità italiana messa in ginocchio dalla pandemia di Covid-19.

Donazioni mirate sui territori, destinate a obiettivo concreti. Come i 300mila euro donati da Cantine Riunite nei giorni scorsi a supporto dell’emergenza sanitaria che ha colpito il Paese agendo direttamente sui territori dove si trovano le sedi delle proprie cantine. La cifra è andata a USL IRCCS di Reggio Emilia, Azienda Ospedaliera di Modena e Associazione Per Mio Figlio Onlus di Treviso.

“Da parte dell’intero Gruppo un sentito ringraziamento alle strutture sanitarie per l’impegno che stanno dimostrando” commenta Cantine Riunite in una nota  “Nelle provincie di Reggio Emilia, beneficenza.pngModena e Treviso risiedono i quasi 2000 soci e più di 300 dipendenti di Cantine Riunite &Civ e Cantine Maschio. A nome loro esprimiamo la nostra vicinanza a tutto il personale medico ed infermieristico degli ospedali, fortemente impegnato in prima linea in questo momento di emergenza”.

Non solo: anche la controllata Gruppo Italiano Vini con sede in provincia di Verona ha deciso di donare a supporto dell’emergenza 100.000 euro agli ospedali di Verona.

Sibeg Coca-Cola, lo stabilimento siciliano di imbottigliamento della famosa bevanda intanto ha donato un ecografo mobile di ultima generazione, sette carrelli per la terapia intensiva, un sistema di raccolta parametri vitali e tablet per il supporto psicologico di tutti quei degenti in isolamento che non possono introdurre i telefoni nei reparti e che non possono avere contatti con i propri familiari.

Una donazione che, sottolinea il gruppo: ”mira dritto alle esigenze dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ‘Policlinico-Vittorio Emanuele’ di Catania (presidio ospedaliero San Marco), attraverso l’acquisto diretto di apparecchiature e dispositivi medico-diagnostici per i reparti di Terapia Intensiva e Rianimazione”.

Restando nel settore beverage, anche il gruppo Montecristo sta sostenendo gli ospedali dove hanno sede i propri stabilimenti e dove hanno origini le famiglie proprietarie per dare un aiuto concreto durante l’ emergenza sanitaria in corso.Nel dettaglio si tratta di cinque presidi sanitari: ospedale di Cuneo dove hanno sede le Fonti S.Bernardo, da Santorso, in provincia di Vicenza dove si trovano le Fonti di Posina e di Lucca dove si trova Fonte Ilaria, unitamente a quelli di Como e Bergamo, territori di origine delle famiglie proprietarie del Gruppo Montecristo.

«Siamo tutti davvero colpiti dalle evoluzioni di questa emergenza sanitaria, che non ha precedenti e sembra così difficile da gestire. Siamo anche consapevoli che si possa attuare al più presto una svolta positiva nell’arresto dei contagi del Coronavirus solo con l’atteggiamento responsabile di tutti noi. Invitiamo quotidianamente a rispettare le direttive, a restare a casa. Così tutto andrà bene».

Questo è il messaggio che Antonio Biella direttore generale del Gruppo Montecristo vuole inviare non solo ai suoi dipendenti, partner, collaboratori e clienti.

«Come gruppo italiano abbiamo scelto di sostenere gli ospedali dei nostri territori, che dall’inizio dell’emergenza tanto stanno facendo per la salute di tutti noi. I medici, gli infermieri e tutto il personale sanitario dimostrano ogni giorno un’immensa dedizione al loro lavoro, un attaccamento al bene della comunità. Sappiamo che servirebbero più letti di terapia intensiva, nuove strumentazioni, e per questo vogliamo fare la nostra piccola parte, partecipando alle spese delle strutture sanitarie dei territori in cui storicamente lavoriamo. Nella speranza che, anche le nostre gocce, insieme a quelle versate da altre realtà, possano accelerare il contenimento del virus e aiutare nella gestione di eventuali emergenze future» 

Infine, il gruppo Lavazza resta vicino al suo territorio stanziando 10 milioni di euro a progetti di sostegno a sanità, scuola e fasce deboli della Regione Piemonte.

 Di questi dieci, 6 milioni di euro saranno destinati alla Regione Piemonte – Sostegno emergenza Coronavirus, rispondendo all’iniziativa di raccolta fondi #IOCISONO per l’acquisto di quanto necessario a sostenere le strutture sanitarie e tutto il personale impegnato in prima linea ad affrontare l’emergenza.

Altri 3 milioni di euro verranno devoluti alla Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, impegnata in tre ambiti: dotare gli ospedali di nuove apparecchiature e di materiale sanitario per le terapie intensive e i pronto soccorso, nonché di un’avanzatissima apparecchiatura in grado di velocizzare i test per l’ospedale Amedeo di Savoia di Torino; fornire kit igienizzanti gratuiti alle scuole torinesi che ne fanno richiesta; portare agli anziani in difficoltà fisiche ed economiche generi di prima necessità.

Un milione di euro verrà inoltre destinato a favore di una pluralità di enti e associazioni attive sul territorio piemontese, a sostegno delle fasce più deboli e disagiate della popolazione.

 

di Alessandra Favaro

 

fonte e foto: www.informacibo.it


25/03/2020

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