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Nuovi scenari e nuovi bisogni: come rispondono le imprese all’emergenza Covid-19

Il diffondersi nel nostro Paese – e in tutto il mondo – del Coronavirus ha definito in breve tempo una nuova realtà, per i singoli e anche per il mondo delle imprese non solo del comparto Horeca e Foodservice, di cui stiamo ampiamente raccontando in questi giorni con notizie provenienti dal settore.

Il tempo che viviamo presenta di fatto nuove esigenze che ritenevamo secondarie – o inesistenti – fino ad alcune settimane fa.
Molti altri comparti, oltre a quello agroalimentare, non hanno fermato la propria produzione, ma proprio in luce di questi radicali cambiamenti si sono adattati alle nuove richieste e ai nuovi aziende.pngbisogni del mercato.

Ecco che in Italia due industrie tessili si sono convertite alla produzione di mascherine, un prodotto che, come sappiamo bene, scarseggia sia per i cittadini ma soprattutto per gli ospedali. In provincia di Isernia la Modaimpresa, grazie al lavoro di 75 sarte, ha iniziato la produzione di mascherine in cotone lavabile con filtro riutilizzabile dopo la disinfettazione; attualmente Modaimpresa ha dichiarato di poter garantire la produzione di 10.000 mascherine al giorno.
Lo stesso accade a Melpignano, dove Salento Industriale, che lavora stoffe per abbigliamento e accessori, ha iniziato la produzione di mascherine, forte di un parco macchine di 96 telai.

Anche i grandi gruppi del tessile non sfuggono a questo nuovo sistema: il fondatore del noto brand di abbigliamento Zara ha infatti fatto sapere che la sua azienda si dedicherà per ora alla realizzazione di camici, guanti, calze, occhiali e mascherine a uso sanitario. Il gruppo Index, di cui Zara fa parte, ha messo a disposizione del governo spagnolo il suo pontentissimo sistema logistico di distribuzione e approvvigionamento e dopo la prima donazione di 10.000 mascherine ha annunciato di poter assicurare un ritmo di produzione di 300.000 pezzi a settimana.

In Francia invece si cerca di rispondere ad un’altra importante esigenze: quella dei prodotti igienizzanti. LVMH, gruppo noto per brand come Dior e Fendi, ha dedicato la sua divisione profumi e cosmesi per la produzione di gel disinfettanti da distribuire sul territorio francese.

Anche un colosso come Amazon, infine, che basa il suo business sulle vendite online ha dovuto ridefinre le sue priorità. Al contrario di chi ha fermato il proprio lavoro, il commercio online ha visto un’impennata costringendo l’azienda di Jeff Bezos ad assumere in America e Canda nuovi impiegati, ma al contempo, di dover porre una stretta sulle vendite. “Stiamo assistendo ad un aumento degli acquisti online e, di conseguenza, si stanno esaurendo alcuni prodotti come gli articoli per la casa e i materiali sanitari — hanno spiegato da Amazon —. Per questo motivo, stiamo dando temporaneamente la priorità a questi e ad altri prodotti più richiesti che arrivano nei nostri centri logistici, in modo da poter ricevere, rifornire e consegnare rapidamente proprio questo genere di beni ai clienti”. I prodotti non considerati beni di prima necessità, passano quindi in secondo piano e per loro si allungano i tempi di consegna.

Non sappiamo ancora bene quando la nostra vita tornerà alla normalità ma di certo la troveremo estremamente cambianta; dovremo trovarci tutti pronti, industrie comprese, che dovranno dimostrare come in questo periodo la capacità di adattarci a nuove sfide innovandosi e ridefinendosi.

 

 

fonte e foto: www.horecanews.it


20/03/2020

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