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“Assumiamoli” anche nella ristorazione

la Sindrome di Down non č un`ostacolo!

LOGO-AIPD.jpgAnche quest’anno la campagna sul tema dell’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down “Assumiamoli”, ha calcato e calcherà le frequenze televisive per sensibilizzare il mondo del lavoro ad aprirsi a queste persone che hanno tutte le capacità per svolgere correttamente molte mansioni. Sinora lo spot “Assumiamoli” è apparso dal 26 marzo al 1° aprile sui canali di SKY Italia. La campagna di sensibilizzazione è promossa dall’Associazione Italiana Persone Down Onlus (AIPD  - www.aipd.it), una associazione nazionale di famiglie e persone con la sindrome di Down presente sul territorio con 43 sezioni.
Il suo scopo è tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e sociale a tutti i livelli, sensibilizzare sulle loro reali capacità e divulgare le conoscenze sulla sindrome.
AIPD accompagna le aziende che inseriscono persone con sD offrendo loro informazione, consulenza e supporto in tutte le fasi dell’inserimento lavorativo (attraverso tutoraggio e monitoraggio).


 

Come leggerete di seguito, esistono realtà, poche ancora purtroppo, in cui la sindrome di Down non è stata ritenuta un limite nel mondo del lavoro. Ecco la  testimonianza di  Caterina Razzano, una di quelle persone con sindrome di Down che oggi sono riuscite ad inserirsi nel mondo delle aziende.


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«Mi chiamo Caterina Razzano, sono una ragazza Down e ho 30 anni già compiuti.

Vivo a Roma con i miei genitori e con mio fratello. Ho due bellissimi gatti e ho una vita molto serena e molto felice. Nella mia vita ho avuto due lavori, ma il lavoro più serio è quello che sto facendo adesso da McDonald’s. Il mio primo lavoro era il laboratorio la stelletta dove facevo la ceramica tutti i giorni: facevo i disegni, insegnavo ai bambini delle scuole elementari come si svolge il lavoro sulla ceramica. Dal laboratorio la stelletta mi sono staccata nel 2002 perché mi annoiavo  anche se e’ stata una bella esperienza.

Ma qualcosa doveva cambiare nella mia vita, non mi andava di stare sempre con le stesse persone perché sono giovane e ho molta vita da vivere. Tramite l’associazione ho fatto un colloquio di lavoro da McDonald’s. Mi hanno conosciuta e mi hanno inserita in questo nuovo lavoro.

Faccio quello che fanno i miei colleghi: faccio le pulizie come si fanno in tutti i locali. Il locale deve essere molto pulito, lucido, molto accogliente così le persone possono trovare tutto perfetto.

Spazzo, pulisco bene i vetri in modo perfetto, infatti mi arrampico anche con la sedia, pulisco fuori, porto i saponi nel bagno, aiuto i clienti a prendere le salse, ogni tanto mi chiamano per portare il panino al cliente, so fare bene la lavatrice per lavare i grembiuli, pulisco i vassoi.

Ho un buon rapporto con i miei colleghi, vado molto d’accordo e c’e’ rispetto perché il rispetto è molto importante. Ho un rapporto molto sereno e molto tranquillo anche con il capo.

Loro mi vogliono molto bene, io ci tengo molto a loro e quindi abbiamo questa cosa in comune.

Mi danno una mano ad affrontare un sacco di cose, mi danno molta sicurezza e anche molta fiducia. A volte andiamo insieme ad Ariccia a mangiare la porchetta e facciamo tardi la sera, a volte andiamo al cinema, a volte a giocare a bowling. Ultimamente siamo stati in un locale dove c’e’ il karaoke e un gruppo di ragazze africane che ballavano.

So che il lavoro è una cosa molto seria, sono molto puntuale, mi sveglio presto la mattina, sono sempre pulita come persona, sono molto pronta a dedicare me stessa.

Questo lavoro mi è proprio entrato dentro. Mi sono molto impegnata e adesso sono così come sono.

Per me è molto importante lavorare e avere tutte queste cose che mi hanno cambiato.

Mi piace molto stare in mezzo alle persone.

Le persone mi piacciono e io piaccio a loro.

Una cosa molto importante del mio lavoro è aspettare quando viene il 27, la mia busta paga.

Mi curo molto come persona, mi compro un sacco di creme per la bellezza, posso anche offrire qualcosa ogni tanto ai miei amici, molto spesso compro delle cose che io regalo per far contente le persone, pago da sola la mia psicologa.

Ma i soldi li metto pure da parte perché come persona sono molto attenta perché spesso è molto meglio avere i soldi a casa che spenderli.

A volte ho fatto un prestito ai miei genitori, loro mi aiutano molto e non mi fanno mancare niente.

All’infuori del lavoro mi piace molto andare all’Agenzia del Tempo Libero che è un progetto dell’associazione. E’ un posto dove si possono incontrare un sacco di amici, fare un sacco di cose: prendere i mezzi pubblici, andare al centro di Roma, fare shopping, vedere dei concerti, andare a cena fuori nei locali. Si può fare tardi.

Mi piace passare il tempo libero anche con la mia famiglia: ho cinque nipotini, una è bionda come me.

In questo momento la mia vita va bene con quello che sto facendo. Con il tempo sto cambiando il mio modo di fare e il mio comportamento.

Adesso ho 30 anni e sono molto cresciuta.

Per il futuro sto per cominciare un nuovo progetto: è una casa dove si passano tre giorni nel fine settimana senza genitori in compagnia di altre persone. Per ora è così, mi bastano tre giorni, non ci allarghiamo, poi col tempo si vedrà.

Agli altri ragazzi Down dico: spero che possano fare le stesse cose che sto facendo io e che può fare qualsiasi persona».

 


10/04/2012

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