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Rosa Casulli: pizza, passione e femminilitą

rosa-casulli-2.jpgIntervistiamo una donna che fa come professione il pizzaiolo, anzi sarebbe corretto dire la pizzaiola. Rosa Casulli, di Putignano (Ba), ci racconta la sua esperienza professionale coniugando la prospettiva del tecnico a quella della donna.

 

Nel settore della ristorazione secondo la sua esperienza c’è ancora una mentalità “al maschile”?
«La mentalità maschile e a volte maschilista era ancora molto radicata fino a una decina di anni fa, e le difficoltà non sono certo mancate. Il mio è un piccolo paese e non erano affatto preparati a vedere una donna che preparava pizze! Non sono certo mancati episodi spiacevoli; ad un concorso, aprendo la cassetta che conteneva l’impasto, mostrai i segni della maturazione, cioè i classici puntini neri sui panetti, un collega si è scagliato contro di me in malo modo.
Alcune volte, nonostante tutti i miei trascorsi, capita ancora che qualcuno abbia un comportamento di sufficienza!»

A Salsomaggiore nel 2008 è salita sul podio più alto conquistandosi il titolo di Campione del Mondo per la pizza classica. Come nasce questo successo?
«È decisamente un risultato che corona una vita fatta di una lunga serie di sacrifici a partire da decine di precedenti concorsi andati male in svariate parti d’Italia e d’Europa, con relativi viaggi e nottate in bianco. Ogni sconfitta sul campo era una sconfitta dell’anima e di me stessa. Per ogni sconfitta, cercavo di capire che cosa avevo sbagliato e in che cosa potevo migliorare. Mi sono sempre messa in discussione in tutto e per tutto. A questo si aggiungano anche decine di corsi di cucina svolti di pomeriggio, quando avrei dovuto riposare. Mentre studiavo gli impasti, frequentavo la scuola per pizzaioli e lavoravo. Ho migliorato i risultati di anno in anno, infatti, nel 2006, sono risultata ottava al mondiale e nel 2007, settima. Mi sono inoltre impegnata nel trovare degli ingredienti particolari nella mia zona e a studiare gli abbinamenti più corretti per poter offrire sempre qualche cosa di particolare ed identificativo della mia terra».

Mamma, moglie, titolare di un’attività, istruttore della Scuola Italiana, impegnata in giuria, come riesce a conciliare tutto questo?
«In alcuni momenti non sono mancati gli attimi di sconforto! L’unica e vera ragione che mi fa andare avanti è l’amore per questo lavoro. La ristorazione è il mio settore, amo cucinare, fare i dolci oltre a fare pizza. Adoro i concorsi, perché mi danno lo stimolo per andare avanti ed in generale cerco le novità! Tutto ciò che è nuovo mi attrae e mi stimola».

Quale potrebbe essere secondo lei l’evoluzione futura del comparto e cosa si aspetta personalmente dal 2013?
«Ogni giorno è un giorno nuovo; nuove idee, nuovi progetti, nuovi abbinamenti, nuovi gusti ecc. L’evoluzione la stiamo già assaporando, la figura del pizzaiolo sta cambiando, stiamo diventando sempre più bravi perché il cliente sta cambiando: è sempre più esigente ed informato e questo è decisamente uno stimolo a far bene ogni momento! Sono cambiate le abitudini alimentari e la crisi generale di questo ultimo anno non ci ha certo aiutato. Nonostante questo, a mio parere, in questi dieci anni, c’è stato un notevole miglioramento della qualità degli impasti. Stiamo studiando nuovi impasti, nuove tecniche e fino a quando avremo sete di “conoscenza” non potremo che far crescere la nostra professione e mantenere viva una tradizione secolare! Io mi ritengo fortunata perché in pochi anni ho raggiunto tanti risultati importanti».

 

rosa-casulli.jpg


11/06/2013

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