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La pizza italiana a Sidney

j.jpgIntervistiamo Mario Martellino, giovanissimo, che dopo il liceo ha cambiato vita, ha scoperto il mondo del far pizza ed è volato dall’altra parte del mondo per realizzare i suoi sogni.

 

Mario Martellino è nato a Piedimonte Matese (CE) nell’87 e da 5 anni fa il pizzaiolo, professione la cui passione è nata per molti motivi.
Uno dei primi è che, come ci racconta, dalle sue parti non c’è tantissimo lavoro, e la professione di pizzaiolo, invece, può dare uno sbocco.

Raccontaci di te, Mario
«Dopo essermi diplomato al Liceo Scientifico - ci racconta Mario - ho continuato a studiare alla Seconda Università degli studi di Napoli i corsi di “Scienze Del Turismo per I Beni culturali”, ma dopo due esami dati e dopo aver visto tante sfaccettature negative del mondo universitario, decisi di abbandonare gli studi per cercare di darmi da fare in modo più concreto e fruttifero. Lavorai in una ferramenta di Dragoni, ma abbandonai. Poi un giovane esperto pizzaiolo, Raffaele Micco, mi esortò a provare ad imparare a “fare la pizza”. Accettai quasi senza esitare e da allora non ho più mollato. Con Micco, il mio maestro, è iniziata una bella amicizia e una grande scalata verso le soddisfazioni più grandi e belle del mondo pizza: il 19 Aprile 2010 sono xpoletana al Campionato Mondiale a Salsomaggiore Terme». 


Nonostante i tanti riconoscimenti, il mondo lavorativo continuava ad essere molto avaro con Mario, che, dopo l’ultima triste esperienza lavorativa in Italia, ha mollato tutto per ripartire altrove.

martellino-2.jpgCome mai hai scelto l’Australia?
«Sono stato spinto da riviste che parlavano sempre bene dell’Australia e da un amico che già era lì; sono partito alla volta di Sydney da pochi mesi, ma ho già avuto soddisfazioni personali ed economiche. Sidney è una città in cui chi più lavora più viene premiato!»

Com’è il settore pizza a Sidney?
«In Italia il settore “ristorazione” è più rilassanmartellino-3.jpgte, qui spesso ti pagano a ora, per cui si può ben capire cosa significhi. I locali sono tanti, tantissimi; la qualità del cibo è abbastanza scadente in generale. I locali italiani sono migliori, ma alla fine è sempre difficile fare un prodotto totalmente made in Italy. Io lavoro presso Fratelli Fresh, nel cuore della città: ci provo a fare una buona pizza, ma qua badano di più alla rapidità di un pasto piuttosto che alla qualità. Di sera lavoro in un’altra pizzeria,  Kirribilli Woodfire, dove mi esprimo meglio. L’Australia è un mondo favoloso, ci sono davvero tante cose da fare e tante offerte da cogliere al volo, ma ci sono anche tante complicazioni: difficoltà sui visti, spese, e la ristorazione deve ancora alzarsi di qualità. Ma io spero, comunque, di poterci restare a lungo!»


17/04/2013

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